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Brief history of Lucca

L'EPOCA ROMANA ED ETRUSCA

Lucca sorse in un territorio di confine fra l'area etrusca e quella ligure, in una zona leggermente elevata rispetto al fiume Serchio. Il nome Luk una volta ritenuto sinonimo di luogo paludoso, deriverebbe invece dalla stessa radice della parola «luce» e avrebbe indicato un luogo luminoso, una radura.

IL MEDIOEVO

Dal 570 divenne sede di un ducato longobardo. A questo periodo risale l'apertura della zecca che per la continuità delle emissioni durate fino al 1847 è stata una delle più longeve d'Europa.
Nei secoli XII e XIII il Comune di Lucca fu impegnato nel consolidamento del suo assetto territoriale sottraendo i territori circostanti al controllo dei feudatari locali. Fattori principali di crescita economica furono i traffici mercantili attraverso la via Francigena, le attività di cambio e creditizie che resero famosi i lucchesi in tutta Europa ed infine la presenza di una delle più importanti manifatture seriche occidentali.

Dal punto di vista politico Lucca in epoca comunale fu contrapposta principalmente a Pisa per ovvi motivi di vicinanza territoriale e contrasti economici. Nella seconda metà del XIII secolo fu città guelfa con una politica di alleanza con Firenze. Ma le tensioni sociali interne conseguenti al grande sviluppo economico portarono al tracollo delle istituzioni comunali.
Nel 1316 Castruccio Castracani divenne signore di Lucca attuando una politica espansionistica ai danni soprattutto di Firenze. Per controllare la città eresse nella zona sud occidentale la Fortezza Augusta e si alleò con l'imperatore Lodovico il Bavaro. Alla sua morte (1328) Lucca cadde sotto varie dominazioni straniere e nel 1342 fu sottomessa dalla vicina Pisa. Dopo i lunghi anni di guerra l'economia era fiaccata, molti setaioli erano emigrati. Solo nel 1369 l'imperatore Carlo IV di Boemia la liberò. Lucca si ricostituì in repubblica con i nuovi statuti del 1372. I contrasti interni tuttavia dopo pochi anni determinarono un nuovo mutamento di regime. La famiglia Guinigi assunse sempre maggiore influenza fino a quando nel 1400 il gonfaloniere Giovanni Sercambi, con un abile colpo di mano, fece eleggere Paolo Guinigi signore assoluto.

IL RINASCIMENTO

Lucca nel XV secolo

Al potere a soli 24 anni, Paolo Guinigi fu un governante illuminato e responsabile; favorì la pacificazione della città e il rientro degli esuli. Rilanciò l'economia e fu un colto mecenate. Le tensioni e le guerre fra Venezia e Firenze unite contro la Milano di Filippo Maria Visconti, che di Paolo era il maggior alleato, portarono ad una crisi e all'assedio di Lucca da parte dei fiorentini nel 1429. Nel 1430 Paolo Guinigi fu deposto da una congiura interna e condotto in esilio.

Lucca, tornata nuovamente repubblica, riuscì ad ottenere nel 1438 la pace con Firenze sostenuta dall'aiuto militare del Visconti. La piccola repubblica ormai ridotta territorialmente a città-stato tornò alla prosperità nella seconda metà del Quattrocento proseguendo le sue attività commerciali internazionali e continuando a produrre tessuti di seta di pregio. I contatti mercantili con il nord Europa fecero di Lucca una delle città italiane dove la riforma protestante attecchì di più. Ma la paura di una crociata fiorentina benedetta dal papa determinò l'esilio volontario dei cittadini protestanti verso Ginevra e altre città del nord.

L'esodo impoverì la città di capitali, di risorse umane e culturali. Dal 1556 con la riforma del Gonfaloniere Martino Bernardini, le cariche pubbliche divennero accessibili solo alle famiglie di più antica ascendenza. Lucca si trasformò in una repubblica oligarchica.

 

DAL SEICENTO AI GIORNI NOSTRI

La città trascorse in pace e prosperità la sua storia fino all'arrivo delle truppe napoleoniche nel 1799. La politica lucchese adottò alcuni ideali virtuosi per conservare la libertà: rimanere ai margini degli eventi internazionali, evitare invidie e contrasti con i vicini, creare un sistema difensivo tanto possente da scoraggiare chiunque dal tentare un'invasione. Nel 1645 Lucca terminò infatti la costruzione della ultima cinta muraria iniziata un secolo prima con l'impiego di gran parte delle risorse finanziarie statali.

Molti capitali furono reinvestiti nell'agricoltura estendendo a partire dal Cinquecento bonifiche e coltivazioni e disseminando il territorio della Repubblica di amene ville gentilizie. Nel Settecento il governo iniziava ad affrontare timidamente alcune riforme di stampo illuminista. Nel 1758 con una scaltra operazione editoriale Ottaviano Diodati stampò la prima edizione italiana dell'Encyclopèdie di Diderot. Nel 1790 fu inaugurata l'Università.
Le vicende relative alla campagna d'Italia di Napoleone travolsero Lucca nel 1799. Il Primo Console, mosso da simpatia verso il piccolo Stato, ne conservò l'autonomia prima come Repubblica democratica, poi trasformandola in Principato costituzionale (1805) che affidò alla sorella Elisa ed al cognato Felice Baiocchi. Dopo il congresso di Vienna (1815) Lucca fu costituita in ducato sotto la sovranità di Maria Luisa di Borbone e poi di suo figlio Carlo Lodovico, che nel 1847 firmò la reversione del Ducato di Lucca al Granducato di Toscana, ponendo fine alla secolare indipendenza cittadina.
Divenuta capoluogo di provincia nel Regno d'Italia, Lucca soffrì della perdita dello status di piccola capitale, perse l'Università ma sviluppò dalla seconda metà dell'Ottocento numerose attività industriali, nel settore agro-alimentare, tessile e cartario sfruttando inizialmente l'energia idrica di cui il territorio è sempre stato ricco.

L'emigrazione interessò soprattutto le zone montane della provincia e fu diretta in gran parte verso l'America latina e gli Stati Uniti aprendo nuove vie commerciali ai prodotti dell'economia locale. Mentre sul territorio costiero nasceva l'industria turistica della Versilia che dagli anni '30 assunse rilevanza nazionale, con la costruzione dell'autostrada Firenze Mare, la città si espanse nella periferia lungo la raggiera stradale.

La Seconda Guerra Mondiale non lasciò segni evidenti sulla città, risparmiata dai bombardamenti, ma segnò soprattutto il territorio con gravi ferite sulla popolazione civile. La valle del Serchio e la Versilia soffrirono particolarmente nel 1944 per il passaggio del fronte della «Linea Gotica» e per eccidi e rappresaglie fra i quali spicca quello di Sant'Anna di Stazzema. Nella seconda metà del Novecento la città ha goduto di un vasto sviluppo industriale costituito da un tessuto di piccole e medie aziende. Negli ultimi trenta anni ha assunto sempre maggiore importanza per i comuni della piana il settore cartario e cartotecnico mentre il settore turistico si è espanso in modo strutturato solo negli ultimi anni.