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Riunione a palazzo Ducale sul futuro delle Province: intervento del sindaco Tambellini

Stiamo vivendo un passaggio molto delicato. Una discussione importante quella dell'accorpamento delle province che inciderà profondamente sul futuro del nostro territorio e dei cittadini che lo abitano. Ed è proprio pensando al futuro, alle scelte che dovremo affrontare, che dobbiamo impostare questo dibattito. Bisogna rimarcare subito che il provvedimento, così come è stato licenziato sino ad oggi, è insoddisfacente e manchevole per l'assenza di riferimenti precisi che prendano in considerazione le tradizioni, la storia, l'economia dei singoli territori.
 
Un Paese in difficoltà, come è oggi l'Italia, non può pensare di risolvere senza i necessari approfondimenti questo problema. Ciò che sta avvenendo non è certo un'estensione della democrazia e della capacità di scelta del popolo sovrano. Un punto chiaro, da parte nostra, è il desiderio forte che la città di Lucca sia il capoluogo del nuovo riassetto territoriale della Provincia nella quale confluiremo, per diversi oggettivi motivi. Lucca ha tutte le strutture che permetterebbero un adeguato svolgimento di quel ruolo anche in un'area più ampia. Inoltre, ciò sarebbe in continuità con la nostra tradizione storica poiché,  Lucca è stata in passato capitale di uno stato sovrano.
 
Ma non possiamo limitare la discussione alla volontà di essere il capoluogo del nuovo accorpamento territoriale. Dobbiamo agire in primis per salvaguardare i cittadini, dobbiamo avere peso politico e decisionale. Il massimo frazionamento, ad oggi e per i tempi in cui viviamo e ci apprestiamo a vivere, rappresenta un fattore di debolezza. Nell'affrontare la discussione dell'accorpamento si deve immaginare il futuro: penso in particolare all'integrazione del servizio sanitario, al sistema di smaltimento rifiuti su area vasta. Ma non solo. Penso anche al sistema delle infrastrutture e allo sviluppo dei poli di alta formazione che abbiamo l'onore di ospitare. Dobbiamo immaginare l'assetto futuro nella direzione di una dimensione policentrica a salvaguardia della nostra economia e delle funzioni fondamentali del territorio. Tra le alternative, l'unione con Prato non mi sembra possa rappresentare la continuità con la storia, la tradizione della città e del nostro territorio.

 
 

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Ultimo aggiornamento: Mercoledì, 21 Maggio 2014, alle ore 11:31