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Gioco d'azzardo patologico e new addictions: a Lucca il Ministro Renato Balduzzi

Le autorità si sono poi recate presso l'area del nuovo ospedale di San Filippo per un sopralluogo

A Lucca il Ministro della Salute Renato Balduzzi per prendere parte al convegno organizzato dall'Amministrazione comunale intitolato "Giocarsi la vita - gioco d'azzardo patologico e new addictions" tenutosi nella splendida cornice di Villa Bottini. L'incontro, che ha visto la presenza di un folto pubblico, si è aperto con i saluti del Sindaco Alessandro Tambellini.
"L'incontro di oggi segna un momento importante per approfondire con autorità ed esperti l'aspro tema del gioco d'azzardo patologico - ha esordito il primo cittadino -  Si tratta di un argomento di estrema attualità poiché anche il Governo ne sta cercando di concretizzare misure atte a combattere questa patologia. Un punto importante riguarda ad esempio i provvedimenti da realizzare per impegnarci a tutelare i giovani dall'avvicinarsi a queste "trappole". Il gioco d'azzardo è vecchio quanto l'uomo ma è quando diventa complusivo che assume la forma di pericolo. Ed è proprio in momenti di crisi, come quello che stiamo vivendo, che questo tipo di patologia tende ad espandersi".
Sono seguiti poi gli interventi del Presidente della Provincia, Stefano Baccelli, e di Giorgio Del Ghingaro che ha parlato in veste di presidente ANCI - Federsanità Toscana. Quest'ultimo ha spiegato come il fenomeno del gioco d'azzardo patologico da fenomeno sociale sia diventato un fenomeno sanitario ed ha posto due interrogativi. Il primo riguarda il tema dei finanziamenti dedicati a questa problematica; il secondo i mezzi a disposizione dei sindaci per combattere il proliferare del gioco d'azzardo.

Il Direttore generale dell'azienda Usl 2, Antonio D'Urso ha spiegato come dal 2001 a Lucca sia attivo un ambulatorio dedicato che pone in relazione diversi medici specializzati tra cui psicologi e psichiatri. I cittadini presi in carico ammontano a circa 170/180, ma D'Urso ha sottolineato che si tratta solo della punta dell'iceberg. "Tutto questo non basta - ha detto il direttore generale - serve, a mio avviso, anche la volontà di coinvolgere gli esercenti poiché hanno un peso fondamentale in questo settore e a anche a loro devono essere offerti gli strumenti per capire quando il gioco d'azzardo si trasforma in patologia. C'è poi il problema delle scarse risorse. In questo contesto però gli indirizzi regionali indicano la strada per arginare questa patologia".

Anna Margherita Miotto della commissione Affari sociali Camera dei Deputati ha definito il gioco d'azzardo un "cancro dalle contraddizioni enormi". "Plaudo alla volontà del Governo di mettere mano a tale questione - ha aggiunto - ed è opportuno continuare a promuovere incontri che individuano azioni da compiere. Siamo il primo paese in Europa per la diffusione del gioco d'azzardo e credo sia auspicabile uno stop alle nuove autorizzazioni per contrastarne la diffusione. Ci si deve chiedere perché c'è stato un aumento enorme di autorizzazioni nel recente passato: si pensava che legalizzandolo, il gioco d'azzardo subisse una limitazione nei sui aspetti illegali; era inoltre un modo semplice per ottenere risorse per l'erario. Bisogna ripensare anche da un punto di vista etico visto che l'area di evasione per i gestori ammantava pochi anni fa ad oltre 95  miliardi. Dobbiamo smettere inoltre con la pubblicità ingannevole che ha la capacità di colpire l'immaginario collettivo".
Cesare Guerreschi, presidente Società Italiana di Intervento sulle Patologie Compulsive, ha inoltre approfondito l'aspetto clinico e psicologico del giocatore d'azzardo, mentre l'assessore al sociale della Provincia di Lucca, Federica Mainieri ha parlato dell'attività dell'Ente che rappresenta in riferimento alle nuove patologie e ai giovani.

La parola è poi passata al Ministro della Salute Renato Balduzzi. "Il gioco d'azzardo - ha detto - segna un trend preoccupante soprattutto per certe fasce di età. I pubblici poteri hanno il dovere di agire quando si trovano a confrontarsi con situazioni patologiche. La riflessione sul gioco d'azzardo inizia circa 30 anni fa, oggi stiamo acquisendo maggiore consapevolezza su questo problema e cercando di inserire anche questi ambiti nei livelli di assistenza. Nel nostro proponendo-decreto legge abbiamo preso in considerazione anche quell'area grigia di confine tra gioco d'azzardo problematico e gioco d'azzardo patologico. Servono infatti nuovi strumenti alla sanità capaci di mettere in allerta precocemente, quando ancora non si è sconfinato nella patologia compulsava. La risposta per contrastare il gioco d'azzardo patologico e le nuove dipendenze deve arrivare da una sinergia di sistema e non essere limitata alle sole istituzioni. L'approccio al decreto - ha concluso il Ministro - si muove su più linee: l'inserimento di questa patologia nei livelli di assistenza, poter dare ai sindaci la capacità di attuare scelte atte a contrastare il fenomeno, norme limitative sulla pubblicità".

Sono seguiti poi gli interventi di  Don Armando Zappolini per la  Campagna "Mettiamoci in gioco", Elena Pioli, responsabile U.F. SerT Lucca, Giuseppe Zanda, psichiatra e diverse esperienze e iniziative locali come CNV, Gruppo CeIS, Misericordia, Caritas

IL SOPRALLUOGO AL NUOVO OSPEDALE DI LUCCA
Dopo il convegno il ministro Renato Balduzzi ha visitato il cantiere del Nuovo Ospedale di Lucca a San Filippo. Al sopralluogo - coordinato dall'Azienda USL 2 di Lucca - hanno partecipato anche altre autorità regionali e locali, tra cui il presidente della quarta commissione regionale sanità Marco Remaschi, il presidente del SIOR (Sistema Integrato Ospedali regionali) Bruno Cravedi, il consigliere regionale Ardelio Pellegrinotti, il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini, il presidente della Provincia Stefano Baccelli, il presidente della Conferenza dei Sindaci Giorgio Del Ghingaro, il direttore generale dell'Azienda USL 2 Antonio D'Urso insieme al direttore sanitario Joseph Polimeni e al direttore amministrativo Alessia Macchia.

Il responsabile del progetto lucchese Gabriele Marchetti, insieme ai direttori Asl e al presidente del SIOR Cravedi, ha illustrato al ministro le caratteristiche della struttura, che sarà organizzata secondo il modello per intensità di cura per offrire risposte personalizzate ai diversi bisogni di cura e assistenza del paziente. I criteri guida del nuovo ospedale "San Luca" tengono conto dello snellimento dei percorsi dei pazienti e della responsabilizzazione degli operatori sanitari e al centro del nuovo modello organizzativo c'è la persona e la sua salute.
La cura e l'assistenza sono infatti adeguate ai bisogni della persona, cioè alla sua condizione clinica e alla complessità, sia medica che infermieristica.

I principi guida a cui si ispira l'organizzazione del nuovo ospedale sono:
1. separazione tra percorsi programmati (sia ricoverati che pazienti ambulatoriali) e percorsi in emergenza-urgenza;
2. livelli differenziati per intensità di cura in quanto il paziente viene affidato ad un livello di cura che tiene conto dei suoi bisogni. Tre sono i livelli di cura: ad alta intensità, media intensità e bassa intensità;
3. percorsi polispecialistici (degenze, day hospital, ambulatori) al fine di ottimizzare l'utilizzo dei fattori produttivi (posti letto, sedute operatorie, strumentazioni, ecc.);
4. centralizzazione delle attività per garantire maggiore standard di qualità e sicurezza;
5. potenziamento della presa in carico del paziente in strutture territoriali di cura intermedie (ospedale di comunità, posti letto a bassa intensità di cura per la gestione del paziente tra l'ospedale e il domicilio).

I posti letto nella nuova struttura saranno tra l'altro più di quelli attualmente utilizzati nel "Campo di Marte" e anche le dimensioni saranno superiori: la superficie dell'area è di circa 75mila metri quadrati (contro 68mila dell'attuale nosocomio), mentre la superficie coperta è di circa 16mila metri quadrati (rispetto a 15.300 metri del "Campo di Marte"). Inoltre, nel "San Luca" la massima distanza tra le attività sarà di circa 250 metri, contro i 400 metri dell'attuale struttura.
Il nuovo ospedale avrà 410 posti-letto, 20 posti di osservazione breve intensiva, 38 posti di dialisi, 13 sale operatorie, 6 sale travaglio, 4 sale parto.

Come ormai noto, i lavori termineranno entro il marzo 2013 e la fine dei collaudi è prevista entro settembre 2013. Da ottobre a dicembre 2013 - ha spiegato Polimeni - verranno trasferite le tecnologie leggere, mentre da dicembre 2013 a febbraio 2014 quelle pesanti. L'inizio dell'attività è confermato per il primo febbraio 2014.

Nel corso del sopralluogo è stata affrontata anche la delicata questione della viabilità di collegamento, ancora insufficiente, e il sindaco di Lucca Tambellini ha ribadito che la sua Amministrazione si sta impegnando al massimo per questa problematica.
"Indubbiamente si tratta di una struttura che tutte le caratteristiche dell'ospedale come lo intendiamo oggi, ovvero per intensità di cure - ha detto il Ministro Balduzzi al termine del sopralluogo -  In più, rispetto ad altre esperienze di questo genere, è una struttura in collegamento con altri ospedali analoghi. Questo dà il senso di ciò che stiamo cercando di fare: i servizi sanitari oggi sono servizi di rete. Dobbiamo cercare di tenere insieme le diverse aree, quella delle emergenze/urgenze, quella ospedaliera e quella territoriale. Una rete fatta di tanti punti che tra loro comunicano. Ecco questa esperienza ha tutte le caratteristiche per rispondere a questi obiettivi"
Intanto l'Azienda USL 2 sta facendo conoscere la nuova realtà agli operatori sanitari: tutti dovranno aver visto da vicino, almeno una volta prima del trasloco, la nuova costruzione.
Anche grazie ad una newsletter interna che viene inviata ogni settimana a tutto il personale - con le novità in tempo reale sul nuovo ospedale - la Direzione Aziendale sta coinvolgendo gli operatori i quali, prenotandosi, possono visitare il nuovo ospedale per una sorta di "formazione sul campo" indispensabile in vista dell'apertura del monoblocco

 
 

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Ultimo aggiornamento: Mercoledì, 21 Maggio 2014, alle ore 11:31