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Il movimento mondiale

Il movimento mondiale nato a Rio è continuato nel giugno del 1996 a Istanbul al Summit delle Città dove è stata adottata Agenda Habitat, documento volto a favorire ovunque il buongoverno delle città. La Conferenza ha rilanciato l'Agenda 21 come procedimento per la programmazione delle politiche e la pianificazione del territorio: attraverso la Dichiarazione di Istanbul e l'Agenda Habitat si sottolinea la necessità da parte degli Enti locali di adottare l'Agenda 21.

 

Nel 1997, a New York, in occasione del Forum Rio+5 furono affrontati i temi relativi alle strategie ed ai sistemi di gestione per rendere operativo lo sviluppo sostenibile. Sempre nel 1997, la Terza Conferenza delle Parti, organo attuativo della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, ha elaborato il primo trattato internazionale che vincola i paesi industrializzati a ridurre le emissioni di gas serra (Protocollo di Kioto). Il Vertice dell'Aja del 2000 ha rappresentato il tentativo di definire i dettagli del Trattato di Kioto, ma la spaccatura fra Stati Uniti, sostenuti da 14 paesi latino americani, e Unione Europea ha vanificato le trattative.

Infine, nel 2002, a dieci anni dalla Conferenza di Rio, si è tenuto il nuovo Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile di Johannesburg. Il vertice ha cercato di superare gli ostacoli che si frappongono al raggiungimento dello sviluppo sostenibile e di generare iniziative che possano portare a dei risultati e migliorare le esistenze delle persone proteggendo al tempo stesso l'ambiente. Il Vertice di Johannesburg non ambiva a rinegoziare l'Agenda 21, ma ha colmato alcune importanti lacune che impedivano la sua attuazione.

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Ultimo aggiornamento: Martedì, 17 Marzo 2015, alle ore 11:57