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Una giornata di musica e parole per dire sì ai diritti e no a omofobia, bifobia e transfobia: appuntamento venerdì 8 giugno in Cortile degli Svizzeri

05/06/2018

Una giornata e una serata per dire sì ai diritti, e no a omofobia, bifobia e transfobia.
A promuovere la manifestazione sono il Comune di Lucca e di Capannori e la Provincia; l’appuntamento, dal titolo “Una piazza per i diritti, una giornata contro l’omofobia” è per venerdì prossimo (8 giugno), dalle ore 17.00 e fino alle ore 23.30, in Cortile degli Svizzeri, nel centro storico di Lucca. Per più di sei ore, dal palco si alterneranno musica e parole: i gruppi e i musicisti che parteciperanno sono gli Esterina, Effenberg, I perfetti sconosciuti, Afroquiesa Orchestra, BK, Fuori Posto e Monique Honeybird Mizrahi. All’iniziativa hanno aderito molte associazioni, tra cui LuccAut, Croce Rossa Italiana di Lucca, CGIL, ANPI, Maschile Plurale, Famiglie arcobaleno, Collettivo BIT - Bisessuali in Toscana, Amnesty International, CEIS, La Città delle Donne: ciascuna sarà presente con un proprio stand e salirà sul palco per interventi, letture e performance. L’iniziativa è inserita nel programma del “Toscana Pride 2018”, che si terrà a Siena il week-end successivo: manifestazione, quest'ultima, che ha già raccolto il patrocinio sia dei Comuni di Lucca e Capannori, sia della Provincia.
“Nel nostro Paese, dopo un lunghissimo dibattito e in ritardo rispetto al resto dell’Occidente, da due anni la Legislazione nazionale ha finalmente deciso di tutelare e riconoscere piena cittadinanza anche a quelle famiglie che, per molto tempo, per il nostro ordinamento neppure esistevano – sottolineano Daniele Bianucci, consigliere comunale di Lucca e referente del sindaco di Lucca per i diritti, Lia Micciché, assessora al sociale di Capannori e Sara D'Ambrosio, consigliera provinciale con delega alle pari opportunità – . Si tratta di un passo in avanti importante. Eppure, ancora oggi, resta lungo il cammino affinché ogni pericolo di omofobia, bifobia e transfobia possa dirsi definitivamente superato. La cronaca parla infatti di casi quotidiani, a volte anche molto vicini a noi, e che spesso vedono coinvolte le nuove generazioni: l’allerta su questo tema deve quindi rimanere alta e diffusa, così come l’impegno di tutti affinché la cultura del rispetto e dell’accoglienza prevalga sull’intolleranza o, peggio ancora, sulla violenza. E’ proprio partendo da questa consapevolezza che, ormai da tempo, le nostre istituzioni sono attive su questi temi, anche a fianco delle realtà organizzate che si spendono in tale direzione".

 
 

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Ultimo aggiornamento: Martedì, 05 Giugno 2018, alle ore 17:48