"L'Italia 2020" è il programma di medio periodo per favorire l'occupazione femminile, per il quale il governo ha già stanziato 40 milioni di euro, che presto arriveranno in Conferenza unificata per la distribuzione, dal momento che, come spiegato dal Ministro Carfagna, saranno le Regioni a gestirli attraverso bandi pubblici.
Nello specifico, 10 milioni saranno destinati a "incentivare i nidi familiari attraverso l'esperienza delle tagesmutter", le cosiddette "mamme di giorno", che ospitano a pagamento i bambini in casa loro.
12 milioni di euro invece per voucher e buoni lavoro destinati all'occupazione femminile, 6 milioni per il sostegno diretto alle cooperative senza scopo di lucro che si occupano di favorire la conciliazione dei tempi tra lavoro e famiglia, 4 milioni per il telelavoro (in particolare per favorire l'acquisto di software e computer), 4 milioni per l'aggiornamento delle donne che hanno preso congedi parentali o che sono rimaste a casa per assistere un anziano o una persona non autosufficiente, allo scopo di aiutarle nel reinserimento nel mercato del lavoro.
L'unione europea calcola che le donne guadagnano in media il 15% in meno degli uomini, percentuale che sale al 25% nel settore privato. Anche in Toscana, a fronte dello stesso lavoro, le donne guadagnano meno, e anzi, i differenziali uomini-donne appaiono più accentuati di quelli nazionali sia per quanto riguarda i dipendenti (le donne guadagnano il 16,18% in meno, controil 14,53 nazionale) che per quanto riguarda i lavoratori indipendenti.
L'indagine diretta mostra che sopra i 1.400 euro netti mensili si colloca il 50,3% degli occupati maschi e solo il 21,1% delle donne occupate. Per superare tale livello di reddito le donne devono superare più prove e più ostacoli degli uomini, per i quali per raggiungere un reddito più elevato contano di più l'estrazione sociale e lo status occupazionale raggiunto.
La Rete Nazionale delle Consigliere di Parità si dota di nuovi strumenti, per monitorare e diffondere ciò che accade alle donne sul lavoro. Una banca dati sulle discriminazioni e un osservatorio sulle attività di mediazione e soluzione dei conflitti: questi i due nuovi strumenti operativi della Consigliere di Parità. I due strumenti forniranno un quadro di quel che accade alle donne nel mondo del lavoro, e delle soluzioni più efficaci sperimentate sia attraverso la pratica della mediazione e della contrattazione, sia, quando inevitabile, con l'intervento dell'autorità giudiziaria.
Per informazioni visita il sito del Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali
LIBRO BIANCO "LA VITA BUONA NELLA SOCIETA' ATTIVA"
E' stato presentato il 6 maggio scorso il Libro Bianco del Welfare, ad un anno dalla consultazione pubblica avviata con il Libro verde "La vita buona nella società attiva", portando a termine un metodo proprio dell'Unione europea ma nuovo in Italia, che sollecita la partecipazione dei diretti interessati: i cittadini.
"People First" - la persona prima di tutto - è infatti la formula espressa dai Ministri del Welfare dei quattordici Paesi che hanno partecipato al Social Summit di Roma, una delle sessioni del G8 che quest'anno si svolge sotto la regia italiana.
La centralità della persona riassume l'accorgimento dei Paesi europei, sollecitati dall'Italia, nell'esprimere apertamente la necessità di rivisitare i termini del patto sociale su cui si fonda la coesione sociale.
E' iniziata il 3 marzo nei Paesi europei la campagna d'informazione della Commissione europea sul gender pay gap, il divario retributivo tra donne e uomini. Attraverso la campagna informativa, la Commissione intende sensibilizzare i cittadini europei al problema del gender pay gap, che costituisce a tutti gli effetti una discriminazione di genere: nell'Unione europea le donne guadagnano in media il 17% in meno degli uomini, e in alcuni Stati il divario è in crescita.
Il 20 febbraio 2008 il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto-legge per l'adozione immediata di diverse misure di contrasto a determinati reati, specie a quelli legati a violenza sessuale. In particolare: 1) è previsto l'ergastolo in caso di omicidio commesso in occasione dei delitti di violenza sessuale, atti sessuali con minorenni, violenza sessuale di gruppo e atti persecutori; 2) si estende l'obbligatorietà della custodia cautelare in carcere per i delitti di prostituzione minorile, pornografia minorile, iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile, violenza sessuale, atti sessuali con minorenni, violenza sessuale di gruppo; 3) è previsto l'arresto obbligatorio in fragranza per violenza sessuale e per violenza sessuale di gruppo, con conseguente possibilità di procedere con rito direttissimo; 4) viene limitata l'applicazione dei benefici penitenziari previsti dalla legge Gozzini ai condannati per delitti di violenza sessuale, atti sessuali con minorenni, violenza sessuale di gruppo; 5) viene estesa a tulle le vittime di violenza sessuale il gratuito patrocinio a spese dello Stato. Viene inoltre introdotto il reato di atti persecutori ("stalking") per sanzionare minacce e molestie reiterate che potrebbero evolversi in violenza sessuale o omicidio; i sindaci, previa intesa con i Prefetti, possono avvalersi della collaborazione di associazioni di cittadini (non armati) in grado di segnalare casi di disagio sociale o che rechino pregiudizio alla sicurezza; può essere protratto infine fino ad un massimo di sei mesi il trattenimento di stranieri irregolari.
Il 16 gennaio 2009 è stato firmato dal Ministro della Difesa e dal Ministro per le Pari Opportunità un Protocollo d'intesa che intende realizzare un rapporto di collaborazione tra le parti per rendere più efficace sia l'azione di prevenzione e contrasto nei confronti di atti persecutori, violenti, sessualmente finalizzati o vessativi verso vittime vulnerabili, sia il raccordo tra i soggetti competenti ad intervenire. Punti programmatici stabiliti nel Protocollo: a) approfondire il fenomeno della violenza di genere attraverso studi e ricerche di settore ed aggiornare le strategie di prevenzione e contrasto, attraverso collaborazioni con la comunità scientifica ed avvalendosi di un apposito archivio per le analisi; b) fornire un qualificato intervento di supporto ai reparti dell'Arma dei Carabinieri; c) accrescere formazione e addestramento nel settore del personale dell'Arma dei Carabinieri; d) incrementare l'efficacia delle iniziative promosse dal Dipartimento per le Pari Opportunità e da altri attori Istituzionali e sociali con modalità di raccordo tra le rispettive componenti; e) favorire la partecipazione dei Comandi territoriali alle iniziative di collaborazione interistituzionali sviluppate a livello provinciale. Il Protocollo d'intesa ha durata biennale (si intende tacitamente rinnovato salvo formale disdetta) ed è sempre suscettibile di integrazioni o modifiche, per nuovi aspetti che possono emergere nel corso della collaborazione o per l'esigenza di meglio precisare strumenti e modalità di collaborazione.
Al via il tour regionale sugli Stati generali delle Pari Opportunità, che vedrà protagonisti tutti i capoluoghi di provincia per i prossimi tre mesi. Il percorso è iniziato da Pisa e permetterà di fare il punto sulle azioni, sulle necessità, sulla realtà in tema di pari opportunità. Le tappe successive toccheranno poi Siena, Grosseto, Firenze, Prato, Pistoia, Livorno, Lucca e Massa Carrara e in ogni realtà il tema assumerà una sua specifica declinazione. A Pisa il dibattito della giornata si è concentrato sui temi dell'occupazione femminile, del ruolo e della forza delle donne in politica ma soprattutto sul tema della violenza sulle donne, per passare poi, nel secondo appuntamento di Arezzo ad un confronto più approfondito sulla discriminazione femminile nel mondo del lavoro, sulle imprese al femminili, sulle associazioni di donne per le donne.
La Regione Toscana ha adottato come strategia di governo il principio dell'assunzione di un'ottica di genere in tutte le politiche regionali ed ha sviluppato in questi anni un impegno costante alla promozione delle pari opportunità. Il tour sugli Stati generali delle pari opportunità è l'occasione per far conoscere le azioni attivate in questo ambito con il coinvolgimento attivo delle Province e dei comuni capoluogo. In ogni realtà il tema assumerà poi una sua specifica declinazione e contestualizzazione.
La Commissione europea ha adottato la relazione intermedia sullo stato d'avanzamento della tabella di marcia per la parità tra donne e uomini (Roadmap 2006-2010).
La Comunicazione tratta delle azioni promosse dall'Unione europea dal marzo 2006, che hanno contribuito al raggiungimento degli obiettivi della tabella di marcia, registrando progressi, seppure non uniformi. E' inoltre presente la tendenza a non tenere sempre nella dovuta considerazione il differente impatto che le politiche e la programmazione comunitarie hanno sulla vita di donne e uomini.
La necessità è quindi quella di proseguire il percorso segnato dalla Roadmap, rafforzando le azioni per sensibilizzare e accrescere la consapevolezza delle sfide politiche e sociali che passano attraverso l'effettiva uguaglianza tra donne e uomini.
Comunicazione COM(2008) 760
La Commissione europea ha presentato il 3 ottobre scorso una raccomandazione, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale L 307/11 del 18 novembre 2008, relativa all'inclusione attiva delle persone escluse dal mercato del lavoro, contenente una serie di principi comuni destinati a orientare gli Stati membri nelle strategie messe appunto per combattere la povertà: sussidi adeguati a livello del reddito, mercati del lavoro che favoriscano l'inserimento e accesso a servizi di buona qualità.
I governi nazionali saranno incoraggiati a far riferimento a questi principi comuni e su questa base a definire strategie per l'«inclusione attiva», in modo da lottare più efficacemente contro l'emarginazione dalla società e dal mercato del lavoro.
La Commissione pone l'accento sulla dignità umana quale principio fondatore dell'Unione europea, la cui azione è volta a promuovere la piena occupazione ed il progresso sociale, a lottare contro l'esclusione sociale e la discriminazione, nonché a promuovere la giustizia e la protezione sociale.
I principi saranno discussi a livello formale dai governi nazionali nell'ambito del Consiglio Occupazione e affari sociali che si terrà nel prossimo dicembre e che trarrà conclusioni circa le azioni di follow-up.
La raccomandazione della Commissione
Il Ministero per le Pari Opportunità e la Fondazione ANIA per la sicurezza stradale hanno firmato un protocollo d'intesa che avvia il progetto "Scatola rosa", volto alla tutela della salute e della sicurezza delle donne.
L'obiettivo è quello di migliorare i livelli di sicurezza sulle strade italiane, prevenire gli incidenti, contenere i fenomeni di violenza e aggressione. La "Scatola rosa" è un dispositivo tecnologico per il pronto soccorso immediato in caso di incidente e per la prevenzione delle aggressioni.
Il dispositivo satellitare, applicato su qualsiasi vettura, costituisce la memoria
digitale del veicolo e, allo stesso tempo, garantisce un pronto soccorso immediato in caso di
incidente, un servizio personalizzato di assistenza stradale e un SOS di emergenza a tutela della
sicurezza personale.
La scatola consente il collegamento 24 ore su 24 con una centrale operativa che riceve un
segnale di emergenza qualora la vettura sia coinvolta in un incidente. In caso di aggressione o di
guasto meccanico, invece, la guidatrice può chiedere soccorso immediato premendo un apposito
pulsante in auto o su un comando elettronico mobile. L'auto viene dotata di un sistema tecnologico
satellitare che consente alla centrale di sapere, in caso di allarme, dove è localizzato il veicolo, in
modo da fornire immediate indicazioni alle Forze dell'Ordine, richiedere il pronto intervento
meccanico o il pronto soccorso sanitario.
Il progetto sul sito del Ministero delle Pari Opportunità
La Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento Pari Opportunità ha formalmente istituito l'albo degli esperti in materia di pari opportunità e discriminazioni e negli altri settori di competenza del Dipartimento. Coloro che desiderano iscriversi devono essere in possesso di comprovata specializzazione universitaria negli ambiti di riferimento.
L'iscrizione può essere effettuata sul sito www.pariopportunita.gov.it o www.retepariopportunita.it con l'inserimento del proprio cv on line.
L'iscrizione non comporta necessariamente il conferimento di incarichi e si intende effettuata per la sede del Dipartimento di Roma. Si possono inoltre presentare preferenze per eventuali di assistenza tecnica nelle Regioni.
Dopo 24 mesi, gli iscritti saranno automaticamente esclusi dall'albo, qualora l'iscrizione non venga aggiornata.
Il sito del del Dipartimento Pari Opportunità
I ministri delle Pari opportunità dell'Unione europea si riuniscono il 14 novembre 2008 a Lille. I temi all'ordine del giorno: la riduzione delle disparità salariali e la valorizzazione delle buone prassi di parità professionale messe in atto nelle aziende.
La prima parte dell'incontro permetterà di discutere degli obiettivi e degli strumenti messi in atto dagli Stati membri per ridurre la disparità retributiva.
La seconda parte sarà consacrata ad uno scambio tra gli Stati membri sulle modalità di valorizzare le buone prassi di parità professionale esistenti nelle aziende europee e sui dispositivi utilizzati in alcuni Stati membri volti a valorizzarle, promuoverle e incoraggiarle.
Approfondisci la notizia sul sito della presidenza francese
La Commissione propone alcuni miglioramenti al congedo di maternità per le lavoratrici dipendenti e autonome, presentando un pacchetto di misure volte a conciliare la vita privata delle famiglie con il lavoro, in particolare per quanto riguarda i diritti connessi alla maternità. Si tratta di una proposta di modifica delle direttive vigenti, anche se la maggior parte delle innovazioni sono già presenti nella legislazione di vari stati membri tra cui l'Italia.
L'intento è comunque quello di uniformare verso l'alto i trattamenti dei diversi paesi, e di dare un segnale sulla centralità di queste problematiche per lo sviluppo dell'Unione.
Secondo la proposta della Commissione, il periodo minimo di congedo per maternità viene portato da 14 a 18 settimane e si raccomanda di versare alle donne il 100% della retribuzione, offrendo agli stati membri l'alternativa di stabilire un tetto massimo pari ad una retribuzione equivalente all'indennità di malattia. Le donne dovrebbero anche godere di una maggiore flessibilità per spostare una parte del congedo dopo la nascita, come si fa attualmente solo in alcuni stati.
In Italia il congedo per la maternità è di 5 mesi, 2 mesi prima della nascita e 3 dopo, con un mese di flessibilità, e la remunerazione prevista è dell'80% salvo integrazioni al 100% previste da alcuni contratti di lavoro. Il Regno Unito è forse il Paese con il congedo più lungo: 52 settimane, cioè oltre un anno, con un salario al 90% per le prime 6 settimane e uno forfettario per il resto del tempo.
La Commissione intende rafforzare la tutela contro il licenziamento e il diritto alla conservazione di sede e mansioni al rientro, come pure la possibilità di adattamento dell'orario di lavoro alle esigenze delle madri, che però viene proposta come decisione facoltativa da parte del datore di lavoro.
Una seconda proposta di revisione riguarda le lavoratrici autonome, per le quali si indica la possibilità di beneficiare dello stesso congedo di maternità previsto per le dipendenti, su base volontaria. Anche le donne che lavorano in piccole imprese familiari dovranno accedere allo stesso livello di protezione delle altre lavoratrici
A lungo termine, con future direttive, la Commissione si propone di migliorare le condizioni dei congedi di paternità, per le adozioni e per la cura di familiari a carico.
Le proposte saranno discusse nell'ambito della procedura di codecisione dal Parlamento europeo e dagli Stati membri a livello di Consiglio, che richiede una maggioranza qualificata, con l'obiettivo di giungere a un accordo nel corso del 2009. Da quel momento i paesi dell'Unione avranno due anni per recepire la normativa nella legislazione nazionale.
Il Comunicato della Commissione Europea
Un appello della Lobby Europea delle Donne in vista delle elezioni del 2009, mentre la proposta di legge di iniziativa popolare è ferma al Parlamento italiano.
"Non c'è moderna democrazia senza parità di genere".
Con questo messaggio la Lobby Europea delle Donne (EWL), organizzazione che coordina circa tremila associazioni femminili, ha inaugurato il 16 settembre 2008 a Bruxelles la sua campagna 50/50, per incrementare la presenza delle donne ai vertici della politica europea ed assicurare la parità di rappresentanza in tutti gli organi decisionali europei e nazionali, in occasione delle prossime elezioni europee del 2009. La campagna, che durerà fino a giugno del prossimo anno, dispone di un sito dedicato e sarà arricchita da altre iniziative rivolte ai partiti e responsabili politici a livello nazionale con la richiesta di riequilibrare la rappresentanza delle donne e degli uomini nelle liste per le elezioni europee e nella successiva scelta dei commissari.
Il sito della Campagna della Lobby Europea delle Donne
PUBBLICITÀ, STOP AGLI STEREOTIPI SULLE DONNE: UN COMUNICATO DEL PARLAMENTO EUROPEO
Gli stereotipi di genere nei media devono essere eliminati. E' quanto sostiene il Parlamento Europeo rilevando l'importanza delle norme e dei codici di condotta che vietano la pubblicità con messaggi discriminatori. Nel sollecitare i pubblicitari a considerare con attenzione il ricorso a modelle "anoressiche", chiede di eliminare i messaggi con stereotipi da testi scolastici, giocattoli, videogiochi e Internet. Auspica premi per le pubblicità che valorizzano le donne e campagne di sensibilizzazione.
Leggi il testo del Comunicato
La Commissione Europea ha pubblicato una nuova Comunicazione con l'obiettivo di proseguire nell'attuazione del riconoscimento essenziale del carattere unico di ciascun individuo e del suo diritto a un accesso equo alle possibilità offerte dalla vita. E' del 2 luglio scorso la Comunicazione della Commissione europea al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni (COM(2008) 420 definitivo), intitolata "Non discriminazione e pari opportunità: un impegno rinnovato".
Il testo della Comunicazione
La normativa delle Pari Opportunità
Gli organismi che lavorano a favore delle donne sono diffusi in maniera capillare sul territorio ed ognuno si occupa di tutelare le donne in maniera diversa. I principali organi di P.O. sono:
Centro Pari Opportunità
Il Centro Pari Opportunità della Provincia di Lucca si configura come un servizio pubblico innovativo e flessibile finalizzato a:
Al suo interno ospita:
Centro Pari Opportunità
Cortile degli Svizzeri - 55100 Lucca
Responsabile:
Biancamaria Cigolotti
Orario di apertura:
Dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 13:00
Per informazioni e appuntamenti:
Serena Parducci Tel 0583 417488 - 0583 417455
Luciana Vallocchia Tel 0583 417940
Fax 0583 417334
centro.po@provincia.lucca.it
Camogli: le "ZONE ROSA".
Piccola, ma significativa. Ecco una bella, deliziosa notizia. Il consiglio comunale di Camogli ha approvato all'unanimità la mozione sulle cosiddette "ZONE ROSA". Il tema in discussione è relativo alla creazione di "spazi rosa" per parcheggiare l'auto, riservati alle mamme in dolce attesa o con figli piccolissimi, che hanno bisogno di culla e attrezzatura varia. Non si sa ancora come questo aiuto nella vita quotidiana alla mamma automobilista, condiviso da tutti, si concretizzerà. Se con parcheggi riservati alle mamme con il pancione, o con altre forme di tutela, come appositi contrassegni a scadenza che permettano di posteggiare nelle normali zone blu. Molto probabilmente sarà quest'ultima la strada che verrà scelta, essendo la prima difficilmente percorribile nella cittadina per la scarsità di parcheggi e perché il codice della strada non lo prevede. E se l'esempio camogliese fosse seguito da altri Comuni?
Pontedera: parte il "Taxi Rosa".
Ha preso il via il 9 marzo e rimarrà in sperimentazione fino al 31 agosto a Pontedera il "Taxi Rosa", nuovo servizio a disposizione delle donne che hanno necessità di spostarsi durante le ore notturne.
Il servizio è stato promosso dalla Commissione Pari Opportunità e dall'Amministrazione del Comune di Pontedera con l'obiettivo di prevenire gli episodi di violenza e tutelare la sicurezza degli spostamenti anche in orari maggiormente a rischio.
L'accordo prevede che le donne possano chiamare un cellulare (339.1265166) o il numero fisso 0587-53749, dalle 22.00 alle 6.00 del mattino e possano essere trasportate, se sole o accompagnate da minori, con uno sconto sulla tariffa di circa due euro.
I tassisti che prendono le chiamate si impegnano non solo ad accompagnare le donne a destinazione ma anche ad attendere e a verificare che siano al sicuro della propria abitazione.
Questa pagina è stata aggiornata giovedì 21 aprile 2010