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Stili di vita, spazio pubblico e nuovi bisogni: via al questionario "Lucca, come va?"

Tappa online del processo di partecipazione verso il Piano Operativo. L’assessore Mammini: “Partecipino anche gli under 18”

“Lucca, come va?”: un questionario per raccogliere contributi, visioni e pareri sulla città, centro storico, quartieri periferici, frazioni e paesi, utili per disegnarne il futuro e per costruire il Piano operativo del Comune di Lucca. 

Il lavoro di partecipazione verso il Piano operativo è stato attraversato dall’emergenza sanitaria Covid-19. Un’esperienza traumatica e drammatica che tuttavia sta confermando la necessità di ripensare il territorio attraverso quegli indirizzi e obiettivi espressi dal Piano strutturale: tra gli altri, il riuso, la sostenibilità, la coesione, la persona al centro delle scelte. Le nuove regole urbanistiche sono l’opportunità, per Lucca, di disegnare se stessa nell’era post-virus: obiettivo che l’amministrazione Tambellini intende centrare anche grazie al contributo dei cittadini. Per questo sul sito istituzionale del Comune di Lucca nella sezione Eventi  al link: https://bit.ly/2XKamYP i cittadini potranno compilare il questionario, dal titolo “Lucca, come va?” 

Un tassello di quel processo partecipativo che rafforzerà i contenuti del Piano operativo prima della sua adozione, prevista per la fine di quest’anno, ma anche utile strumento conoscitivo per mappare i nuovi bisogni delle persone e dare concretezza a politiche plurali all’altezza del momento storico. Il questionario è stato ideato dal Comune di Reggio Emilia ed è stato poi condiviso, in forma aperta con licenza creative commons. Il Comune di Lucca, da sempre attento a fare tesoro delle buone prassi sviluppate in altre realtà, ha quindi raccolto il testimone. Chiunque può partecipare: basterà avere una connessione e circa 10-12 minuti di tempo. Le domande sono formulate in modo semplice e articolate in cinque sezioni: una anagrafica generale, una dedicata alla persona, una all’abitare e ai servizi essenziali di vicinato, una alle sfide post-emergenza e una agli strumenti di informazione e alle forme di volontariato e partecipazione. Tutte le risposte vengono offerte in forma anonima.  

“Ci piacerebbe che a partecipare fossero anche quegli ‘under 18’ - commenta l’assessore all’urbanistica Serena Mammini – che nel cammino intrapreso per il Piano Strutturale abbiamo incontrato attraverso il concorso con le scuole e ai quali, adesso, ci rivolgiamo di nuovo. La città che pianifichiamo oggi sarà soprattutto la loro, quella in cui si muoveranno come donne e uomini adulti, e poter ascoltare la loro voce e le loro necessità è fondamentale per definire ogni politica”. “Questo tempo sospeso e ancora indefinibile – prosegue Mammini – ha rivoluzionato le relazioni tra le persone e creato distanze sì fisiche, ma non sociali. In alcuni casi sono modificati gli stili di vita anche all’interno delle abitazioni. Si stanno delineando nuovi modi di vivere la città e lo spazio pubblico, nuove vie di accesso ai beni e ai servizi. L’approccio digitale alla quotidianità ha ricevuto un’accelerazione e ha reso evidente l’importanza di una rete internet che abbracci l’intero territorio, per evitare iniquità ed esclusioni. Ringrazio fin da ora tutti coloro che ci permetteranno, con la loro disponibilità, di avere dati geografici aggiornati rispetto alla pandemia nel processo di pianificazione per Lucca. Un’operazione che posizionerà sulla carta dati socio-demografici e bisogni nei diversi quartieri, nei paesi e nelle frazioni, segmentati anche per fasce di popolazione”. 

Il Comune di Lucca renderà disponibili i dati, raccolti in modalità open, per altre istituzioni che contribuiscono al sistema-città: l’azienda sanitaria locale e quella di trasporto pubblico, le università del territorio, Erp, le associazioni di categoria, ordini professionali e il vasto e collaudato mondo del terzo settore. “Un’indagine statistica e di ascolto che vuole rappresentare anche – conclude Mammini – una modalità costruttiva per esprimere e condividere le preoccupazioni della collettività rispetto allo shock dell’emergenza sanitaria ed economica che ne sta conseguendo. Dovremo ripensare tempi di vita e tempi di lavoro, affrontare le grandi e irrimandabili sfide ambientali e riorganizzare gli spazi perché salute e sicurezza non debbano escludere socialità e libertà di movimento”.

 


 

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Ultimo aggiornamento: Lunedì, 01 Giugno 2020, alle ore 9:31