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FIRMATO IL NUOVO TRATTATO DI LISBONA

Il 13 Dicembre i capi di Stato e di governo dei 27 Stati UE hanno firmato, nella capitale portoghese, il Trattato di Lisbona. Il nuovo Trattato apre una nuova fase per il futuro dell'Europa, in quanto doterà l'Unione di un quadro istituzionale e degli strumenti necessari per affrontare adeguatamente le sfide del XXI secolo. Rafforzerà inoltre la partecipazione democratica in Europa e la capacità dell'UE di promuovere gli interessi dei propri cittadini e di rispondere alle loro aspettative. Gli Stati membri devono ratificare tempestivamente il Trattato, affinché possa entrare in vigore il 1° gennaio 2009, in vista delle prossime elezioni del Parlamento europeo del giugno 2009. La firma del Trattato di Lisbona è stata preceduta da un altro appuntamento: il 12 dicembre, a Strasburgo, i presidenti delle tre principali istituzioni dell'Unione - Parlamento, Commissione e Consiglio dell'UE - hanno anche solennemente firmato la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, di cui lo stesso Trattato sancisce il valore giuridicamente vincolante.

Commissione Europea - Sito web dedicato al Trattato di Lisbona

 (325.15 KB)Il Trattato di Lisbona Atto finale (325.15 KB).

LA STRATEGIA DI LISBONA - RELAZIONE 2007

Il rilancio della strategia di Lisbona per la crescita e l'occupazione, effettuato nel 2005, ha dato buoni risultati.
Lo afferma la relazione strategica sulle riforme economiche in tutta Europa pubblicata recentemente dalla Commissione. La relazione dimostra che la strategia di Lisbona sta contribuendo al recente, notevole miglioramento dell'economia dell'UE. Le riforme strutturali stanno inoltre cominciando ad aumentare il potenziale di crescita, migliorando le prospettive di prosperità a lungo termine. La risposta di alcuni Stati membri è stata più energica di altri e negli ultimi dodici mesi si è ravvisato qualche segno di "stanchezza da riforme". Nel prossimo ciclo della strategia di Lisbona, l'Europa dovrà accelerare e approfondire le riforme economiche a livello comunitario e nazionale per attenuare l'impatto delle perturbazioni economiche globali e del rincaro dei prodotti di base. La relazione, che individua una serie di nuove iniziative politiche volte a rispondere a questa sfida e ad accentuare gli sforzi europei per adeguarsi e reagire alla globalizzazione, sarà presentata al Consiglio europeo di primavera del marzo 2008.

I RISULTATI PIU'IMPORTANTI

La crescita economica nell'UE-27, che nel 2006 era del 3,0%, dovrebbe attestarsi al 2,9% nel 2007. Le riforme strutturali hanno contribuito ad innalzare dello 0,2%, dal 2005, il tasso di crescita potenziale stimato del PIL nella zona euro, portandolo al 2,25% circa nel 2007.

Negli ultimi due anni sono stati creati quasi 6,5 milioni di posti di lavoro e nel 2009 dovrebbero aggiungersene altri 5 milioni. La disoccupazione dovrebbe scendere al di sotto del 7%, raggiungendo il livello più basso dalla metà degli anni '80. Per la prima volta in dieci anni, alla forte crescita dell'occupazione ha fatto riscontro un deciso aumento della produttività.

I disavanzi di bilancio dell'UE-27 sono stati notevolmente ridotti, passando dal 2,5% del PIL 2005 al previsto 1,1% nel 2007. Il debito pubblico dell'UE-27 è sceso dal 62,7% nel 2005 a poco meno del 60% nel 2007.

In quasi tutti gli Stati membri si può avviare un'attività commerciale nel giro di una settimana mediante uno "sportello unico" e sono state prese misure importanti per attuare il programma dell'UE per una migliore regolamentazione.

Circa metà degli Stati membri ha elaborato, o sta elaborando, politiche imperniate sul concetto di flessicurezza. Si è concordata una serie comune di principi di flessicurezza che gli Stati membri devono applicare adattandoli alle rispettive situazioni.

Tutti gli Stati membri si sono posti l'obiettivo nazionale di investire nella R&S. Se tutti questi obiettivi vengono raggiunti, nel 2010 la spesa per la R&S nell'UE si attesterà al 2,6% del PIL (contro l'1,9% nel 2005). Il miglioramento sarebbe considerevole anche qualora l'obiettivo chiave dell'UE del 3% (con un contributo del 2% da parte del settore privato) fosse raggiunto più tardi.

Fonte: Unione Europea  - Press Releases del 12/12/2007
 

 (85.94 KB)Il testo della Relazione Strategica (85.94 KB).

PROCLAMAZIONE DELLA CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL'UE

Il 12 dicembre 2007, come richiesto dal Parlamento europeo viene proclamata solennemente la Carta dei diritti fondamentali dell'UE. Il Presidente del Parlamento europeo Hans Gert PÖTTERING, quello della Commissione Josè Manuel BARROSO ed il Primo Ministro portoghese nonchè Presidente di turno dell'Ue Josè SOCRATES, firmeranno ufficialmente la Carta dei diritti fondamentali nel corso di una cerimonia che si terrà in Aula durante la sessione plenaria. La Carta, con la riforma dei trattati assumerà carattere vincolante per le istituzioni UE e gliStati membri. La Corte di Giustizia dovrà garantirne il rispetto. Lo scopo di questo atto è di conferire maggiore visibilità presso il pubblico e fornire una base giuridica alla Carta nell'ambito del Trattato riformato.
 
La relazione del Parlamento ricorda peraltro che, già nel novembre 2000, il Parlamento ha approvato il progetto di Carta dei diritti fondamentali, proclamata solennemente a Nizza il successivo mese di dicembre dai Capi di Stato e di governo. Rammenta inoltre che il Parlamento europeo ha già accettato le modifiche apportate alla Carta dei diritti fondamentali quando, nel settembre 2003, ha valutato l'esito dei lavori della Convenzione sul futuro dell'Europa e quando, nel gennaio 2005, ha approvato il trattato costituzionale risultante dai lavori della Conferenza intergovernativa.

Pone in luce poi che, fornendo il suo parere sulla convocazione della CIG del 2007, il Parlamento «ha protetto lo status giuridico vincolante della Carta dei diritti fondamentali», esprimendo al contempo significative preoccupazioni in merito al protocollo 7 «che cerca di evitare di rendere la Carta applicabile in sede di giudizio in alcuni Stati membri».
 
Fonte: Parlamento Europeo 
 
Il testo della Carta dei diritti fondamentali dell'UE

TRATTATO DI RIFORMA DELL'UNIONE EUROPEA

Il 19 ottobre 2007, a Lisbona, i capi di Stato e di governo hanno conseguito un accordo sul nuovo trattato di riforma, a chiusura della Conferenza intergovernativa (CIG).

Il nuovo trattato rafforzerà la capacità d'azione dell'Unione europea aumentando l'efficienza e l'efficacia delle istituzioni e dei meccanismi decisionali, in particolare in considerazione delle nuove sfide globali - nonché delle tematiche che interessano i cittadini - quali il cambiamento climatico, la sicurezza energetica, il terrorismo internazionale, la criminalità organizzata transfrontaliera, l'immigrazione e i futuri allargamenti.
Il trattato di Lisbona accrescerà inoltre la responsabilità democratica dell'Unione europea e lo Stato di diritto, riaffermando gli obiettivi e i valori dell'Unione.

Il nuovo trattato di riforma modifica il trattato sull'Unione europea (TUE) e il trattato che istituisce la Comunità economica europea, che diventerà il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE). I due trattati avranno lo stesso valore giuridico.
Pur non avendo più un carattere costituzionale, il nuovo trattato mantiene le principali realizzazioni della Costituzione in materia di legittimità democratica, efficacia e rafforzamento dei diritti dei cittadini (con alcune importanti eccezioni per quanto concerne il Regno Unito e altri Stati membri): 

Fonte: Toscana Europa  - Associazione per lo sviluppo dell'integrazione europea

Ultimo aggiornamento: Giovedì, 20 Nov 2008, alle ore 10:20
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