Linee Elettriche

Il problema dei campi elettromagnetici causati da linee elettriche è molto sentito dalla popolazione sia per l'esposizione che per l'impatto paesaggistico dei sostegni o tralicci sul territorio.
Per quanto riguarda le infrastrutture di trasporto, trasformazione e distribuzione dell'energia elettrica (elettrodotti in cavo aereo e/o interrato, cabine di trasformazione) le normative vigenti fissano le seguenti competenze autorizzative:

 
 

La normativa di riferimento è il D.P.C.M. 23 aprile 1992 "Limiti massimi di esposizione ai campi elettrico e magnetico generati alla frequenza industriale nominale (50 Hz) negli ambienti abitativi e nell'ambiente esterno".

I limiti di esposizione sono i seguenti:

- 5 kV/m e 0,1 mT rispettivamente per l'intensità di campo elettrico e di induzione magnetica, in aree o ambienti in cui si possa ragionevolmente attendere che la popolazione trascorra una parte significativa della giornata;

- 10 kV/m e 1 mT rispettivamente per l'intensità di campo elettrico e di induzione magnetica, nel caso di esposizione sia ragionevolmente limitata a poche ore al giorno.

Il Decreto fissa inoltre le distanze di rispetto delle linee elettriche esterne a 132 kW, 220 kW e 380 kW di qualunque conduttore della linea da fabbricati adibiti ad abitazione o ad altra attività che comporta tempi di permanenza prolungati.

Le distanze sono:

 

Per linee a tensione nominale diversa superiore a 132 kW e inferiore a 380 kW la distanza di rispetto viene calcolata mediante proporzione diretta da quelle indicate.
Per linee a tensione inferiore a 132 kW restano ferme le distanze previste dal Decreto Interministeriale 16 gennaio 1991.

Per i tratti di linee elettriche esistenti che non rispettano le distanze di cui sopra dovranno essere individuate azioni di risanamento con programmi da completare entro il 31 dicembre 2004.

 

Normativa di riferimento

Ultimo aggiornamento: Lunedì, 30 Apr 2007, alle ore 11:40
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