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Fabrizio Gatti presenta al Teatro San Girolamo "Gli anni della peste". Il giornalista d'inchiesta racconta nel suo ultimo libro la storia di un cronista infiltrato a contatto con storie di 'ndrangeta

Fabrizio Gatti presenta al Teatro San Girolamo "Gli anni della peste". Il giornalista d'inchiesta racconta nel suo ultimo libro la storia di un cronista infiltrato a contatto con storie di 'ndrangeta

Venerdì 14 febbraio, alle ore 18.00 al Teatro San Girolamo sarà presente un ospite d'eccezione del panorama giornalistico e letterario italiano. A Lucca fa tappa Fabrizio Gatti, giornalista d'inchiesta per "l'Espresso", presenta il suo ultimo libro: "Gli anni della peste".
Gatti, con la sua testimonianza in prima persona, vuole raccontare la mafia della porta accanto, quella che si nasconde nei quartieri, negli uffici pubblici. Quella che ci tocca tutti da vicino. Quella che ha condannato l'Italia a diventare ciò che è. Il peso di cui ci dobbiamo liberare, se vogliamo tornare a sperare.

L'opera racconta la storia di  un giornalista infiltrato che si mette la tuta degli operai del gas per raccontare le follie di una banda di trafficanti di droga. Un killer della 'ndrangheta che al suo battesimo con la pistola non ha il coraggio di uccidere. Si guardano da lontano. Si studiano. Si incontrano. Due vite parallele. Un viaggio spietato. Dal Fortino della mala, il quartiere senza Stato di Milano, ai giorni della resa alla mafia, i nostri giorni. Il giornalista insegue la via dell'eroina in città e si ritrova al centro dell'estate atroce delle stragi di Cosa nostra. Rocco, vent'anni, il killer che rinuncia a uccidere, finisce in carcere. Con una sola ossessione: vendicare la morte di Luca, il suo capo, il suo compare fraterno, ammazzato su ordine dei clan. Il bisogno di vendetta di Rocco però si trasforma in desiderio di giustizia. Fino a convincerlo a testimoniare al maxiprocesso contro la 'ndrangheta al Nord. In cambio lo Stato gli offre la tutela e la possibilità di ricostruirsi una vita. Ma un mese prima dell'udienza, con un pretesto, gli toglie il programma di protezione. Rocco diventa così il primo pentito tradito dallo Stato. Il perché glielo rivela il giornalista che Rocco odiava fino al punto di volerlo gambizzare. Il perché è nelle confidenze di un funzionario di polizia che, già poche ore dopo le bombe di Cosa nostra a Milano e a Roma, parla di una trattativa in corso tra apparati dello Stato e boss. Il perché è nella realtà dei nostri giorni: dopo quell'estate atroce, l'Italia non è più la stessa. Rocco capisce così di essere una pedina sacrificata in nome della normalizzazione intorno a cui, da vent'anni ormai, convergono gli interessi di criminalità organizzata e apparati che si muovono trasversalmente nelle istituzioni.

Sabato 15 lo stesso Fabrizio Gatti sarà a Palazzo Ducale (ore 9,30 in sala Tobino) per l'iniziativa promossa da Provincia, Comune di Lucca e Teatro del Giglio in collaborazione con il gruppo teatrale "Teatro non solo" durante la quale saranno presentati gli spettacoli teatrali "Il bambino che sognava gli aquiloni" e la performance "Viaggiando insieme verso l'integrazione" a cura di A.g.i.t.a e 'Teatro non solo'. L'iniziativa è rivolta agli studenti delle scuole superiori.

CENNI BIOGRAFICI

FABRIZIO GATTI dal 2004 scrive per "l'Espresso", su cui ha pubblicato le sue inchieste più famose. Tra i suoi libri ricordiamo Viki che voleva andare a scuola. La storia vera di un bambino albanese in Italia (Fabbri, 2003), Bilal. Il mio viaggio da infiltrato nel mercato dei nuovi schiavi (Rizzoli, 2007) e L'eco della frottola. Il lungo viaggio di una piccola notizia sbagliata (Rizzoli, 2010).




 


 

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Ultimo aggiornamento: Mercoledì, 21 Maggio 2014, alle ore 11:32