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Aggiungi un posto in casa. Firmato questa mattina il protocollo che sancisce l’avvio del progetto

11/06/2019

Ragazzi che vogliono fare l’università e abitano lontano, lavoratori fuori sede, anziani soli, migranti, docenti che insegnano a chilometri di distanza da casa. In sintesi chiunque cerchi un posto per vivere messo direttamente in relazione con chiunque di posto in casa ne ha. Ecco “Aggiungi un posto in casa – Abitare solidale”, l’innovativo progetto approvato questa mattina in giunta dall’amministrazione Tambellini, che sperimenterà un approccio totalmente nuovo e trasversale per le politiche abitative, una sorta di modello-Lucca dell’abitare che potrebbe diventare esempio anche per comuni e territori vicini.

Il protocollo dell’abitare solidale, promosso da Comune di Lucca e Auser Abitare Solidale, è stato firmato questa mattina in Sala degli Specchi dall’assessora al sociale, alle politiche giovanili e abitative, Lucia Del Chiaro, dal presidente di Auser Abitare Solidale e dal presidente di Auser Lucca, rispettivamente Renato Campinoti e Stefano Rosellini, e dalla direttrice di Fondazione Casa Lucca, Daniela Micheletti.

“Mettere in relazione chi ha posto in casa con chi un posto lo cerca - spiega Del Chiaro -, sembra una cosa banale e invece può essere la chiave che rivoluziona le politiche abitative. Ci stiamo lavorando da un anno e oggi arriviamo alla firma di questo protocollo che sancisce l’avvio ufficiale del progetto: un modello sperimentale, unico nel suo genere nella nostra provincia, che unisce tanti tasselli diversi. Con questo progetto interveniamo sul sociale andando incontro a chi ha bisogno di un tetto sopra la testa, ma non ha la possibilità economica per affittare un appartamento da solo; rispondiamo alle esigenze dei cittadini più giovani, che per studio, per lavoro e per necessità escono dal nucleo familiare, senza però guadagnare sufficientemente per mantenere un affitto e le spese in totale autonomia; oppure pensiamo agli anziani, a chi magari ha case grandi e in parte disabitate e vuole condividere i propri spazi con altre persone, anche per sconfiggere la solitudine o la paura; o ancora i migranti rifugiati o con protezione umanitaria: “Aggiungi un posto in casa”, può diventare un piccolo strumento di accoglienza gestito direttamente dalle famiglie che vogliono fare la propria parte. Casi diversi, che dimostrano come il progetto sia stato pensato e strutturato per rispondere a esigenze e bisogni trasversali, per unire culture e provenienze differenti, per avvicinare le persone e creare comunità solidali, capaci di parlarsi e di reinventarsi”.

Dopo i progetti riusciti di co-housing per uomini soli e per donne sole, il primo a Santa Maria del Giudice e il secondo a Ponte a Moriano, l’amministrazione comunale aderisce al protocollo dell’abitare solidale, che nasce, per volontà di Auser Abitare Solidale, come espressione di un approccio innovativo ai temi della domiciliarità degli anziani nel lontano 2008. Dopodiché il progetto, divenuto ormai servizio duraturo e buona pratica dell’abitare, ha esteso la propria rete di riferimento, andando a includere chiunque abbia bisogno di una casa e coinvolgendo direttamente coloro che, volontariamente, decidono di mettere a disposizione la propria abitazione.

Per aderire al progetto, sia come famiglia che vuole condividere la casa sia come singolo che cerca una stanza, è possibile contattare Auser Abitare Solidale a questi contatti: abitaresolidaleauser@gmail.com; 3204317644.

 
 

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Ultimo aggiornamento: Sabato, 29 Giugno 2019, alle ore 14:01