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Riconoscimento della cittadinanza per discendenza da avo italiano

Lo straniero, nato in uno stato che lo riconosca suo cittadino per nascita e che sia discendente di avo cittadino italiano, può chiedere che gli venga riconosciuta la cittadinanza italiana per diritto di sangue. 

Ai fini del riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis è necessario che i discendenti dell’avo italiano, compreso il richiedente, non abbiano mai perso la cittadinanza italiana. 

Se il richiedente è residente all'estero, l'istanza deve essere presentata all'autorità consolare italiana competente per territorio. 

Se il richiedente è residente in Italia l'istanza deve essere presentata al Sindaco del Comune dove l’interessato ha stabilito la residenza.

L’interessato al riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis deve essere presente presso gli Uffici  in ogni passaggio del procedimento in cui è richiesto, salvo che questi abbia conferito ad un incaricato specifica procura speciale con atto notarile ai fini di curare i suoi interessi nel procedimento.

Requisiti e modalità per la presentazione dell’istanza nel Comune di Lucca:

Solo chi è iscritto all’anagrafe della popolazione residente nel Comune di Lucca (ovvero vi dimora stabilmente) può presentare domanda in bollo di riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis su apposito modello.

Chi intende presentare l’istanza di riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis al Comune di Lucca dovrà recarsi, previo appuntamento, da prenotare telefonando al n. 0583.442853 nei giorni dal lunedì al venerdì dalle ore 12.00 alle ore 13.30, presso l’Ufficio Stato Civile, per una verifica formale della documentazione prescritta dalla Circolare Ministeriale K.28.1/1991.

In caso di esito positivo di tale verifica l’Ufficio di Stato Civile ne dà comunicazione all’Ufficio Anagrafe ed informa verbalmente l’interessato che può procedere con l’istanza di iscrizione anagrafica ai fini del riconoscimento della cittadinanza, da consegnare all’Ufficio Protocollo dell’Ente.

A seguito della registrazione della richiesta dell’iscrizione anagrafica  (nella quale dovrà essere espressamente indicato “per riconoscimento cittadinanza iure sanguinis”) l'interessato può presentare all’Ufficio Protocollo istanza di riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis, completa della documentazione già esaminata dall’Ufficio Stato Civile. Tutta la documentazione allegata alla predetta istanza sarà trattenuta agli atti d'ufficio e non sarà restituita, neppure in caso diniego della domanda di riconoscimento della cittadinanza italiana.

L’Ufficio Anagrafe dà tempestiva comunicazione all’Ufficio di Stato Civile di eventuali accertamenti negativi della dimora abituale nei quarantacinque giorni dall’istanza di iscrizione anagrafica, a seguito della quale, se il procedimento di riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis non è ancora concluso, l’Ufficio di Stato Civile provvede ad emettere preavviso di diniego ai sensi dell’art. 10 bis della Legge 241/1990 e s.m.i..

Saranno disposti ulteriori controlli al fine di verificare eventuali comportamenti fraudolenti rispetto alla legge. Espletati tali controlli, in presenza di frodi saranno inoltrate segnalazioni all'Autorità Giudiziaria.

Se la documentazione presentata dagli interessati, al fine del riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis, riporta al suo interno rettifiche a seguito di sentenze, prodotte da autorità giudiziarie straniere, riguardanti generalità, luoghi e date, dovranno essere presentati all’Ufficio di Stato Civile anche i relativi provvedimenti di rettificazione, tradotti e legalizzati, in quanto l’Ufficiale di Stato Civile deve valutare che anche tali atti siano conformi alle disposizioni dell’ordinamento italiano.

Per informazioni relative allo stato delle pratiche di cittadinanza iure sanguinis è necessario inviare una mail all'indirizzo statocivile.infojuresanguinis@comune.lucca.it , allegando copia del documento d'identità. Allegare inoltre la delega da parte dell'interessato, a meno che non sia stata già trasmessa insieme all'istanza presentata al Comune.

Documentazione da presentare all’appuntamento concordato con l’Ufficio di Stato Civile

  • domanda di riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis in bollo su apposito modello sottoriportato, compilato in ogni sua parte; 
  • estratto dell’atto di nascita dell’avo italiano emigrato all’estero rilasciato dal Comune italiano di nascita; 
  • atti di nascita di tutti i discendenti in linea retta, compreso quello del richiedente; 
  • atto di matrimonio dell’avo italiano emigrato all’estero, tradotto e legalizzato se formato all’estero; 
  • atti di matrimonio di tutti i discendenti, in linea retta, compreso quello dei genitori del richiedente, ed eventualmente del richiedente stesso; 
  • eventuale atto di morte dell’avo italiano emigrato all’estero e dei discendenti in linea retta, muniti di traduzione ufficiale italiana;  
  • certificato negativo di naturalizzazione rilasciato dalle competenti autorità dello Stato estero di emigrazione, attestante che l’avo italiano non acquistò la cittadinanza dello stato estero di emigrazione. Qualora l’avo abbia acquistato la cittadina straniera, la dichiarazione delle autorità straniere che  specifichi la data di acquisto, onde poter valutare la possibilità di trasmissione della cittadinanza alle generazioni successive; 
  • apposita ricostruzione genealogica della propria famiglia dall’avo italiano fino al richiedente con l’indicazione del/i luogo/hi di residenza all’estero di ciascuno membro di essa; 
  • copia del passaporto e del titolo di soggiorno in corso di validità;  
  • altra documentazione ritenuta necessaria per rettificare e/o integrare la documentazione di cui sopra.


In caso di discordanze, errori, incongruenze e più in generale mancanza di corrispondenza sugli atti di Stato Civile, questi possono essere presi in considerazione solo se rettificati dall’Autorità straniera preposta

Gli atti di Stato Civile formati all'estero di cui sopra devono essere muniti di traduzione ufficiale nella lingua italiana e legalizzati secondo le modalità previste, salvo i casi di esonero in base a convenzioni internazionali ratificate in Italia. 

Inoltre, sulla base delle dichiarazioni rese, dovrà essere acquisita dall’Ufficiale di Stato Civile la dichiarazione dell'Autorità Consolare Italiana nelle sedi di residenza degli avi e del richiedente, dalla quale risulti che nessuno dei discendenti dall'avo al richiedente ha mai rinunciato alla cittadinanza italiana.
  
Durante l’intero procedimento, l’interessato potrà essere invitato a rendere ulteriori dichiarazioni, informazioni, chiarimenti o a presentare altra documentazione integrativa necessaria ai fini dell’istruttoria del procedimento stesso.

Tempistiche

Come stabilito dalla Deliberazione di Giunta Comunale n. 142 del 23/06/2023, il termine di conclusione del procedimento, ad istanza di parte, del riconoscimento del possesso dello status civitatis italiano ai cittadini stranieri di ceppo italiano, nonché per la trascrizione degli atti di Stato Civile in seguito a riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis per ordinanza giudiziale è individuato in 180 giorni dalla data del protocollo di arrivo dell’istanza o dell’ordinanza del tribunale, avvalendosi della facoltà concessa dall'art. 2 comma 4 della Legge 241/1990, salvo, in caso di istanza di parte, eventuale sospensione dei termini (art.2 comma 7) della Legge 241/1990) e/o interruzione dei termini con nuova decorrenza (art.10-bis della Legge 241/1990).

Modulistica

Figli nati prima del 1948 da donna di discendenza italiana coniugata con straniero

Il nostro ordinamento ha riconosciuto alla donna la facoltà di trasmettere la cittadinanza italiana ai figli con la Costituzione, entrata in vigore il 1° gennaio 1948 e che ha sancito la completa applicazione del principio di parità tra uomo e donna, per quanto riguarda la trasmissibilità ai figli della cittadinanza. 

Pertanto lo status di cittadino italiano per i figli nati prima del 1° gennaio 1948 da donne italiane coniugate con stranieri può essere riconosciuto solo in sede giudiziale presso il Tribunale, permanendo invece l'impossibilità di vedere riconosciuto lo status in via amministrativa.

In particolare, deve essere presentata all'Autorità Consolare Italiana competente per territorio la richiesta di trascrizione degli atti di Stato Civile riguardante cittadini residenti all'estero che hanno visto riconosciuta da un tribunale italiano la discendenza in linea materna precedente al 1° gennaio 1948.

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Ultimo aggiornamento: Venerdì, 29 Settembre 2023, alle ore 13:25