Le mura della Biodiversità

Il fosso perimetrale e l’area a sfalcio ritardato

Informazioni di approfondimento

L’area a sfalcio ritardato intende tutelare una porzione ripariale e prativa del fosso perimetrale (cunetta) delle Mura di Lucca, nel tratto tra Porta San Jacopo (dallo stramazzo del Condotto Pubblico) e Porta Elisa.
Gli sfalci dell’erba, presente sulle rive e nella fascia prativa di 2 metri simmetrica al fosso, sono stati sospesi da marzo 2023 e riprenderanno a partire dal mese di novembre 2023. Tale modalità di gestione è stata applicata anche alle sponde di due fossetti collegati al fosso principale, alle sponde del fosso sotto il Baluardo San Salvatore, a due aree con ristagni idrici.

Con questa iniziativa intendiamo fornire informazioni a un pubblico vasto e assortito, perché possa sviluppare una maggiore sensibilità e consapevolezza sull’importanza della presenza di specie selvatiche vegetali ed animali anche in città.
L’iniziativa ha inoltre un intento dimostrativo, perché turisti e cittadini possano personalmente rendersi conto degli effetti (visivi ed ecologici) dei tagli ritardati e possano diffonderne le finalità e applicarle, per chi ne ha possibilità, in tutto o in parte anche nei propri giardini privati. Ci auguriamo infine che questo tratto di ecosistema acquatico, ripariale e prativo possa contribuire, nel suo piccolo, con le sue fioriture e con la piccola fauna che lo popola, a migliorare la qualità della vita dei lucchesi e dei tanti turisti che visitano la nostra città, offrendo loro momenti di curiosità e di serenità.

mappa mura biodiversità

I corsi d’acqua e la vegetazione ripariale

La vegetazione ripariale è uno degli habitat toscani che ha subìto i maggiori fenomeni di riduzione e di alterazio­ne qualitativa e quantitativa. L’espansione delle attività agricole, i processi di urbanizzazione e di consumo di suo­lo delle aree di pertinenza fluviale, la presenza di opere idrauliche e idroelettriche e la gestione non ottimale della vegetazione di fossi, fiumi e torrenti hanno fortemente ridotto lo svilup­po longitudinale e trasversale della vegetazione ripariale, in particolare nei medi e bassi tratti dei corsi d’acqua. Queste pressioni hanno comportato un’alte­razione della struttura e della composizione floristica del­le fasce ripariali arboree, con diffusione di specie vegetali alloctone, ed in particolare di robinia (Robinia pseudacacia).
Anche la qualità biochimica delle acque ha subito forti alterazioni in gran parte dei corsi d’acqua, con l’ingresso di numerosissime specie alloctone (ad es. pesci, gambero della Louisiana, nutria, poligono del Giappone), di inquinanti chimici (scarichi civili e industriali non depurati) e fisici (ad es. marmettola).

Gli ecosistemi fluviali svolgono un importante ruolo di collegamento ecologico tra differenti ecosistemi e ambiti geografici. Forniscono inoltre alla specie umana importanti benefici, i cosiddetti servizi ecosistemici, in campo biologico (habitat vitale di fauna, flora e vegetazione acquatica e ripariale) e in quello non biologico. In quest’ultimo, in particolare, rappresentano un importante strumento di difesa idrogeologica e di riduzione dell’inquinamento delle ac­que, attraverso funzioni meccaniche e di filtro svolte dalla vegetazione ripariale e acquatica. Riforniscono le falde acquifere di pianura e rappresentano importanti fonti di acqua potabile e di risorse idriche ad uso agricolo o energetico. Depositano e trasportano sostanze solide, elemento essenziale per l’apporto di sedimenti alla foce e il conseguente contrasto all’erosione costiera e dei relativi, fragili, habitat dunali.

Risulta pertanto molto importante programmare e realizzare interventi per conservare ed incrementare la biodiversità dei corsi d’acqua, anche in ambito urbano.

Rapporti tra il fiume Serchio, il Condotto Pubblico e il fosso. Il fosso delle Mura prende inizio da Porta San Jacopo, nei cui pressi riceve le acque del Condotto Pubblico, che a sua volta ha origine dal fiume Serchio, poco a monte di Ponte a Moriano;  è quindi in diretto contatto con le acque del Serchio. Il Condotto Pubblico e quindi anche il fosso delle Mura sono inoltre connessi con le acque di parte della rete irrigua della Piana di Lucca.Il fosso riversa le sue acque nel Condotto Pubblico nei pressi del Baluardo di San Paolino, in uscita dalle Mura, per poi confluire, col nome di canale Piscilla, nel Canale Ozzeri.

La flora

Alcune delle specie vegetali più diffuse o più caratteristiche presenti nel fosso delle Mura e sugli argini:
consolida maggiore (Symphytum officinale), scrofularia acquatica (Scrophularia auriculata), salcerella (Lythrum salicaria), garofanino d’acqua (Epilobium hirsutum), finocchio acquatico (Oenanthe sp.), crescione d’acqua (Nasturtium officinale), veronica acquatica (Veronica anagallis-aquatica), mestolaccia comune (Alisma plantago-aquatica), stiancia (Typha latifolia), giunco (Juncus inflexus, Juncus effusus).

La fauna

Alcuni degli animali più diffusi o più caratteristici presenti nel fosso delle Mura: libellule, pesci (ad es. barbo tiberino, rovella), rana verde, gallinella d’acqua.

Mura sfalci mura sfalci 2

I prati, gli agroecosistemi e le specie animali e vegetali che li popolano

In aree extraurbane i prati sono il risultato dell’utilizzo per erbe da foraggio (prati da sfalcio) o per l’alimentazione primaverile ed estiva di allevamenti zootecnici (pascoli); solo su alcune zone dei crinali appenninici toscani o, sulle Alpi, al di sopra della vegetazione arborea, sono presenti praterie naturali. In molti casi, le specie vegetali e animali legate a questi ambienti hanno quindi tratto vantaggio in passato dalla colonizzazione e messa a coltura da parte dell’uomo di nuovi territori, incrementando la loro diffusione.
Le modifiche occorse alle pratiche agricole e zootecniche negli ultimi decenni hanno drasticamente modificato i sistemi agricoli, compresi pascoli e prati da sfalcio, portando al progressivo abbandono dello sfruttamento di territori collinari e montani, poco produttivi e non più redditizi, ed all’intensificazione delle pratiche nelle aree più produttive, in particolare in pianura. La principale conseguenza di queste profonde trasformazioni sugli agroecosistemi è stata la loro semplificazione, con la perdita di numerose componenti naturali, sia in termini di habitat seminaturali che di specie e di popolazioni.
Tuttavia queste componenti svolgono un ruolo imprescindibile nel mantenimento degli agroecosistemi stessi e non solo; i benefici che l’umanità ottiene dalla natura, i cosiddetti servizi ecosistemici, sono molteplici e nel caso degli agroecosistemi comprendono il riciclo delle sostanze nutrienti, il mantenimento della struttura e della fertilità del suolo, la regolazione del microclima e dei processi idrologici a scala locale, l’impollinazione, il controllo di organismi indesiderati, la cattura di sostanze tossiche disperse nell’ambiente.
Il declino delle popolazioni europee delle specie vegetali ed animali legate agli agroecosistemi è ormai noto e documentato da tempo e rappresenta una misura drammatica dell’impoverimento di questi ecosistemi a scala continentale, e ha riguardato la flora, la fauna invertebrata e la fauna vertebrata, in particolare gli uccelli.

Risulta pertanto molto importante programmare e realizzare interventi per conservare ed incrementare la biodiversità dei sistemi agricoli e di quelli ad essi assimilati, quali le aree prative di parchi e giardini pubblici, anche in ambito urbano.

La flora

Alcune delle specie vegetali più diffuse o più caratteristiche presenti nella fascia prativa non sfalciata attorno al fosso delle Mura:
orchidea verde bruna (Ophrys sphegodes), salvia pratense (Salvia pratensis), muscari (Muscari sp.), tarassaco o soffione (Taraxacum officinale), trifoglio pratense (Trifolium pratense), potentilla (Potentilla reptans), ranuncolo vellutato (Ranunculus velutinus), caglio (Galium sp.), radicchiella di Terrasanta (Crepis sancta), falsa ortica purpurea (Lamium purpureum), pratolina (Bellis sp.), piantaggine (Plantago lanceolata), latte di gallina (Ornithogalum sp.), bugola (Ajuga reptans), malva selvatica (Malva sylvestris), erba di San Giovanni (Hypericum perforatum).

La fauna

Alcuni degli animali più diffusi o più caratteristici presenti nei prati lungo il fosso delle Mura: farfalle, imenotteri apoidei, ditteri sirfidi, lucertole.

Testi

Testi a cura di Alberto Chiti Batelli
NEMO Nature and Environment Management Operators Srl
Viale G. Mazzini, 26 – 50132 Firenze tel +55 2466002
E-mail: nemo.firenze@mclink.it
sito web: http://www.nemoambiente.com/

Scarica i testi con bibliografia  “Le Mura della Biodiversità” in formato PDF.

Pagina aggiornata il 08/05/2024

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