La storia della torta di verdure con i becchi di Aquilea affonda le radici in un passato remoto, le cui tracce si perdono “nella notte dei tempi”. Si ipotizza la sua presenza e diffusione sin dal XVII secolo, come suggerito da un possibile riferimento nel trattato di Antonio Frugoli. Questa antica attestazione confermerebbe la lunga e ininterrotta tradizione, anche se rimane difficile indicare individuare l’anno preciso di nascita o la sua prima apparizione in un libro, poiché si tratta di una ricetta di origine popolare e contadina le cui radici si perdono nel tempo.
I punti chiave sulle sue origini storiche, infatti, sono sostanzialmente tre: il contesto Rurale, in primis, poiché la Torta d’Erbi nasce come un piatto povero, legato alla tradizione rurale della Lucchesia, che sapientemente sapeva sfruttare prodotti semplici dell’orto ed erbe spontanee (“erbi di campo”), unendoli a pochi ingredienti “ricchi” come le spezie (cannella, noce moscata), che ne elevavano il sapore per le occasioni speciali; la tradizione orale che caratterizza molte ricette regionali di questo tipo e che, per la Torta coi Becchi, ha visto tramandare i segreti principalmente per via orale, di madre in figlia, anziché attraverso codificazioni scritte nei primi libri di cucina.
Ogni famiglia aveva (e ha ancora) le sue piccole varianti; il forte legame della Torta con il periodo primaverile, infine, spinge a ipotizzare uno stretto collegamento con la festa di Santa Zita, patrona di Lucca, che si tiene il 27 aprile, e suggerisce altresì che la sua tradizione risalga a molti secoli fa, probabilmente al Medioevo o al Rinascimento, quando le torte a base di erbe erano comuni per celebrare la fine dell’inverno.
Uno studio Storico-Scientifico del 2005, inoltre, specifica che la ricetta della ricetta della Torta è stata formalmente riconosciuta nel 2005 a seguito di una approfondita ricerca storico-gastronomica condotta dall’Istituto Tecnico Agrario Brancoli Brusbraghi, sotto la guida dello chef Massimo Tessieri, che ha evidenziato in modo inequivocabile la diversità della torta di Aquilea rispetto alle preparazioni omonime lucchesi, confermando la sua unicità territoriale.
Attualmente la produzione e la degustazione della torta sono strettamente legate e limitate agli eventi organizzati dal Comitato paesano di Aquilea, prassi che dimostra come la ricetta sia gelosamente custodita e tramandata all’interno della comunità, per preservare l’autenticità del processo di preparazione.
Il legame con il territorio è assicurato non solo dalla tradizione e dalla storia, ma soprattutto dall’uso delle erbe spontanee della collina di Aquilea, come ingrediente essenziale e identificativo del ripieno e per questo la ricetta è promossa dal suo Comitato Paesano, riconosciuto sia a livello regionale sia nazionale ed impegnato attivamente nella conservazione e valorizzazione del patrimonio agricolo locale.
Il Comitato, infatti, gestisce circa 30.000 mq di terreno dedicati, tra l’altro, alla preservazione in situ di piante rare e si impegna nella promozione e salvaguardia del ricco patrimonio agroalimentare e culturale del territorio di Lucca
Pagina aggiornata il 17/11/2025