Il fagiolo scritto di Lucca è un tesoro della biodiversità toscana, coltivato nei terreni fertili e sabbiosi della Piana di Lucca, tra i comuni di Lucca, Capannori, Porcari, Altopascio e Montecarlo.
La sua storia è strettamente intrecciata a quella di altre varietà locali, come “il rosso” di Lucca e il “cannellino” di San Ginese, di cui rappresenta una sintesi ideale: ne eredita infatti il tegumento delicato e la polpa morbida, pur mantenendo un sapore deciso e di carattere.
Storicamente, questo legume veniva seminato insieme al mais per sfruttare al meglio il terreno e garantire alla pianta un ambiente fresco e riparato.
Sebbene la produzione sia rimasta per lungo tempo confinata all’autoconsumo o agli orti degli hobbisti a causa degli elevati costi di lavorazione manuale, negli ultimi anni è stato oggetto di una riscoperta. Grazie al meticoloso lavoro di selezione del seme operato da alcune aziende locali, come l’Impresa agricola Guido Favilla, e al prezioso contributo dei piccoli produttori custodi, l’ecotipo è stato salvaguardato e riportato alla purezza originaria.
Visivamente si riconosce per la forma allungata e il colore marrone chiaro. Al palato, lo Scritto di Lucca sorprende per un equilibrio armonico: pur appartenendo alla famiglia dei fagioli rossi, la sua buccia sottile e la pasta farinosa lo rendono simile ai fagioli bianchi per delicatezza. Al naso esprime profumi intensi e persistenti, mentre all’assaggio bilancia sapidità e dolcezza con una leggera nota amara, risultando complessivamente molto gradevole e persistente.
Per la sua versatilità, si presta sia alla preparazione di cremosi passati da arricchire magari con lardo e salvia, sia alla classica cottura al fiasco. Per apprezzarne appieno la delicatezza, il modo migliore è gustarlo semplicemente lessato e condito con un filo d’olio extravergine di oliva mediamente fruttato. È un ingrediente che non teme aromi robusti, come aglio crudo o salvia fresca, e si sposa perfettamente con un vino rosso del territorio, capace di accompagnare con eleganza la sua struttura equilibrata.
Pagina aggiornata il 05/03/2026