La minestra di farro e fagioli è uno dei piatti più antichi della tradizione culinaria lucchese, che si caratterizza per l’alto valore energetico e che, nel Medioevo, era considerata perfetta per i pellegrini che passavano da Lucca percorrendo la Via Francigena. Era considerata una ricetta povera, preservata dai contadini che utilizzavano i prodotti del loro orto e che aggiungevano il lardo per ricavare energia.
Il farro è il più antico cereale coltivato dall’uomo, utilizzato già nel Neolitico. Nelle legioni romane era largamente utilizzato per le sue proprietà nutritive e per la facilità di coltivazione, adattandosi ai terreni più difficili e sopportando molto bene sia le gelate invernali che periodi di siccità. Mentre nel resto d’Italia venne progressivamente abbandonato in favore del grano tenero, in Garfagnana la coltivazione del cereale non è stata mai interrotta e, grazie alle caratteristiche del terreno e al clima montano, esso è divenuto un ingrediente tipico del territorio.
L’altro ingrediente alla base della ricetta è il fagiolo rosso lucchese, anch’esso considerato un ingrediente tradizionale e fortemente identitario.
Farro e fagioli, uniti al lardo, danno vita ad un piatto gustoso, ricco e saporito, che richiama alla memoria ingredienti semplici ed inverni freddi. Questo legame indissolubile con le materie prime locali ha creato un sapore unico, non replicabile altrove, che i lucchesi hanno iniziato a rivendicare come segno distintivo rispetto alle zuppe di altre province toscane.
È possibile assaggiare la gustosa ricetta della zuppa di farro agli Gli Orti di via Elisa, locale della tradizione lucchese situato in centro storico.
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Pagina aggiornata il 12/10/2026