Il liquore nasce agli inizi del secolo scorso dall’iniziativa di Giovambattista Nardini, detto Tista, che, per evitare sprechi, raccoglieva in un contenitore i fondi delle bottiglie di liquore che lui stesso serviva nella sua bottega in piazza San Michele.
Il termine “biadina” deriva da “biada” e dal detto popolare, che recitava “la biada al cavallo, la biadina al cavaliere”.
È solo nel corso degli anni che è stata codificato e messo a punto il procedimento per ottenere la bevanda, la cui ricetta fu gelosamente custodita dal garzone di Tista, Vincenzo, che subentrò nella conduzione del negozio fino al 1980, quando la bottega di piazza San Michele cessò definitivamente.
Acqua, alcol, zucchero, aromi naturali sono i pochi ingredienti necessari che, sapientemente miscelati, danno luogo a questa tipica bevanda lucchese.
Nonostante la chiusura della bottega, la ricetta non fu dimenticata dalla famiglia, dai nipoti in particolare, che hanno deciso di mantenere vivo il ricordo della biadina inventata dal loro nonno. Grazie alla collaborazione con la farmacia Novelli, il prodotto si è, quindi, tramandato da una generazione all’altra ed è diventato un liquore accessibile a tutti e reperibile sul mercato.
Con i pinoli, in purezza, mescolata per creare insoliti cocktail, la Biadina Lucchese di Tista si trova nel locale più ricercato, nel ristorante blasonato, nel pub di tendenza e nei bar frequentati quotidianamente da giovani e nonni, lavoratori e famiglie.
Pagina aggiornata il 14/11/2025